Sloughi – la nostra storia
Ho incontrato lo sloughi per la prima volta in un libro dello scrittore tedesco Karl May. Nel suo racconto “durch das wilde Kurdistan” li fu regalato alias kara ben nemsi effendi, da un Caid uno sloughi. Lo descrisse come colore il della sabbia che lo faceva mimetizzare bene col terreno. Era velocissimo nella caccia alla gazzella, ed era anche un eccellente cane da guardia. Era un cane che ubbidiva ad un solo gesto della mano.
Dopo il mio primo amore, il pastore tedesco, ho deciso di avere uno sloughi. Questo cane era il cane perfetto, lo chiamai Doyan, come lo sloughi dell’eroe di Karl May.
Negli anni 70 non si trovavano sloughi in Germania. La ricerca poi, senza i mezzi di comunicazione di oggi era molto difficile per un adolescente.
Dopo alcuni anni ho capito che Karl May si era sbagliato e invece di uno sloughi parlava di un saluki. I libri che aveva scritto nel periodo fra il 1860 e il 1900.
Così e mi sono mentalmente avvicinata al saluki.
Invece, per puro caso, nel 1986 incontrai un signore che passeggiava per Berlino con 3 sloughi al guinzaglio. Non potevo credere le miei occhi!
Poco dopo arrivò il mio primo sloughi – Vashar el tahiri.
E la grande delusione. Vashar era molto diffidente. Aveva paura degli uomini, distruggeva la casa e la macchina, in più non rispondeva ai richiami durante le passeggiate. Fu un vero incubo. Spesso dovetti spostare appuntamenti perché Vashar non voleva saperne di tornare.
Il primo anno fu difficile e decisi che questo mio primo sloughi sarebbe stato sicuramente l'ultimo.
Dopo più di un anno arrivò per caso Zayed el tahiri, un cugino di Vashar, un anno e mezzo di età. Doveva stare solo per pochi giorni con me, invece le prospettive future dei suoi proprietari mutarono, così che non lo hanno più voluto, e ed rimasto per sempre con me.
Zayed era ormai abituato a stare sul divano, era un cane docile, affettuoso e privo di qualsiasi paura, e non volevo più rendere all’allevatore questo meraviglioso cane. Visto che anche Vashar si era calmato a causa della sua presenza, decisi di tenere anche Zayed.
Una volta andai a uno sloughi-festival, un'esposizione speciale vicino Francoforte dove presentai per la prima volta Zayed.
Il giudice era del suo paese di origine, Marocco, e Zayed vinse come miglior maschio contro tutti gli altri. Per dott. Basciano, Zayed aveva dimensioni e andatura perfette, e fu così che abbiamo vinto nel 1985 la nostra prima coppa.
Poco dopo vinsi il campionato tedesco ed ottenni anche la licenza per il coursing e per correre in pista. Una cosa incredibile mi era successa, io che volevo avere uno sloughi solo per compagnia. E nonostante che detestassi le competizioni, ero rimasta affascinata dalla corsa dei levrieri, alle esposizioni, al coursing e racing.
Zayed el tahiri a Berlino
All'età di 6 anni, Vashar purtroppo subì un brutto incidente e morì, così Zayed rimase solo.
Successivamente partii per gli Stati Uniti per un periodo di tempo indefinito, e non volevo abbandonare il mio fedele Zayed, così decisi che mi avrebbe accompagnato in California.
Una volta giunta in California incontrai degli appassionati di levrieri e mi invitarono a partecipare alla caccia alla lepre nel deserto. Fu una esperienza a dir poco incredibile!
Lì ho potuto ammirare il mio bravo sloughi che era sempre in grado di svolgere suo lavoro per il quale era stato selezionato da oltre 4000 anni.
Per la prima volta ho potuto osservare lo stile di caccia dei levrieri orientali, che non solo inseguano la preda, ma alle volte le corrono a fianco per farla stancare e così riescono prenderla più facilmente.
Ci fu anche una caccia ufficiale, organizzata dalla NOFCA (National coursing association) e dopo aver convinto il comitato che Zayed non era un saluki a pelo raso ma una razza propria, solo in USA non era riconosciuta dal AKC (American Kennel Club), mentre era riconosciuta in tutti i paesi della FCI.
Devo ringraziare il grande allevatore e giudice di Saluki, Herb Wells, e gli altri membri del black board che mi fecero partecipare alla caccia. ZAYED EL TAHIRI fu così il primo sloughi in America accettato dalla NOFCA che poté partecipare come razza autonoma.
Per mia grandissima gioa, Zayed vinse anche la gara di caccia che durava una intera giornata. Questa vittoria era una delle mie più importanti in 24 anni di gare, esposizioni e coursing!
Zayed con la sua gocarda della NOFCA come vincitore della gara di caccia negli USA
Poco dopo su una rivista americana vidi con grande meraviglia un annuncio di uno Sloughi. Era l’allevamento di Ermine Moreau-Sipiere, la prima allevatrice di Sloughi negli USA. Ci siamo conosciuti e dal questo momento è nata una amicizia che dura tutt'ora.
Dopo alcuni mesi, molto soddisfatta ritornai in Germania.
Avevamo in qualche modo scritto un po’ di storia degli sloughi negli Stati Uniti e mi ero arricchita di esperienze stupende e uniche, compresa la mia nuova amicizia con Ermine.
Tornata in Germania tornai al lavoro e mi misi a cercare un nuovo compagno per Zayed. Stavo cambiando città, e lasciando Berlino con i suoi bellissimi parchi e boschi dove era possibile portare i cani, e dove anche cani come gli sloughi, potevano correre liberi senza incorrere in nessun pericolo. Deciso che il compagno per Zayed non sarebbe stato un altro sloughi. Avevo la paura di non poter più soddisfare le esigenze di questi cani e mentre cercavo un cane che potesse andare bene per una convivenza, arrivò Yao schuru esch schams.
Fu una decisione dura e lunga. In fondo, gli sloughi non erano come li aveva descritti Karl May. Sono tutt’ora cani docile e affettuosi col proprietario e la famiglia, diffidenti verso gli estrani e dotati di un fortissimo istinto per la caccia che li fa allontanare e che in più il fatto che è un cane con un enorme senso di indipendenza, faceva sì che la convivenza nella nostra civiltà fosse diventata difficile, e di sicuro non sono i cani affidabili che si può educare o addestrare.
Yao quando arrivò era ancora cucciolo e aveva 5 mesi.
Per la nostra nuova vita era indispensabile che fosse ben educato e così in Baviera, dove mi trasferii, visitammo un gruppo cinofilo di alani. Infatti addestrare uno sloughi con la velocità di un pastore tedesco sarebbe stato un sicuro fallimento, invece gli alani, più lenti, erano fatti al caso nostro.
Dopo alcuni mesi, siamo riusciti a fare gli esercizi di base ; seduto, piede con e senza guinzaglio, terra, resta, vieni ecc.. Yao era così bravo che decisi di partecipare ad una gara di ubbidienza.
Yao schuru esch schams probabilmente fu il primo sloughi a livello mondiale che ha VINTO con 96 punti su 100 una gara di ubbidienza, superando anche altre razze.
Anche questa coppa è una delle mie più importanti.
Yao schuru esch schams
Quando ci siamo trasferiti in Italia, arrivò Odelia de Moreau dagli Stati Uniti.
Ho cominciato a frequentare, anche qui, numerose esposizioni e coursing ed entro poco tempo sia Yao che Odelia sono diventati campioni italiani di bellezza e hanno vinto anche alcuni gare di coursing. Odelia e Yao si sono “sposati” molto presto, ed io non mi sentivo ancora pronta ad affrontare una cucciolata di sloughi.
Nacquero 8 cuccioli dalla mitica cucciolata “A” di Yao e Odelia. 3 maschi e 5 femmine.
Yao e Odelia con i loro cuccioli
Partecipando anche all’esposizione europea a Genova nel 1998, ben 2 cuccioli di INTISSAR’S vinsero contro una discreta concorrenza internazionale e sono diventati
GIOVANE CAMPIONI EUROPEI. In seguito hanno vinto ancora varie titoli. (campioni)
Successivamente ho importato nuove linee di sangue e ho anche attraversato mezza Europa per fare determinate accoppiamento.
Il mio motto è sempre stato, di non avere solo un cane di punta in una cucciolata, ma piuttosto una eccellente media, con un bello, sano e ampio polo genetico.
Tanti dei miei sloughi sono andati a vivere all'estero e hanno avuto una carriera propria, che mi riempie sempre di soddisfazione. Altri sloughi invece sono andati a vivere qui in Italia.
Alle volte mi si frena un po’ l’entusiasmo. Infatti per me era sempre molto importante informare bene i futuri proprietari su che cosa vanno incontro se si portano a casa uno sloughi.
Alcuni proprietari si sono trovati bene ed hanno trovato il modo di convivere con questi cani meravigliosi. ma anche autosufficiente, silenziosi e tranquilli ma anche con la voglia di libertà.
Altri e parlo quasi dell'80%, fra cui persone cresciute nell'ambiente dei levrieri, mi hanno riportato i cani adducendo varie scuse il cane. Non hanno voluto credere che uno sloughi non fosse paragonabile ad un possessivo ed invadente piccolo levriero. Non ha l’ubbidienza di un whippet-Terrier, o la semplicità di un Borzoi. Intendiamoci, sono anche contenta che i miei cani siano tornati da me invece di essere finiti in un canile oppure passati di persona in persona.
Ma vedendo che alcuni sloughi che mi sono stati riconsegnati, erano stati trattati con collari elettrici, oppure trattati come animali selvatici mi si è riempito il cuore di una grande tristezza.
A quel punto ho deciso di allevare principalmente lo Sloughi solo per mantenere le mie linee di sangue e di cedere cuccioli o cuccioloni solo a persone molto selezionate.
INTISSAR'S INTERNATIONAL KENNEL